Auteur : Claudio Di Felice
Ouvrage référent : Annibal Caro Apologia
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Caro si trovò nella necessità di salvare la propria reputazione di poeta e
letterato oltraggiata da Lodovico Castelvetro, «quel grammaticuccio» che
stroncò con una discutibile requisitoria stilistica e linguistica la sua
canzone Venite a l’ombra de’ gran gigli d’oro, composta in onore
del re francese Enrico II, sicchè tutta l’Apologia, pubblicata nel 1558,
si connota come il contrattacco con le più sottili armi di lingua e di stile.
Tralasciamo in questo contributo una pluralità di aspetti
concernenti la lingua dell’Apologia
per concentrare l’attenzione sul ruolo delle espressioni idiomatiche toscane,
di quel codice retorico popolare di cui Caro mira a dimostrare nella sua opera
di essersi impadronito non solo attraverso la letteratura classica e
contemporanea, ma anche grazie alla diretta frequentazione della plebe toscana,
un apprendimento esemplare, questo, che Varchi nel suo Hercolano avrebbe
consigliato per gli scrittori forestieri.
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