Historia de gentibus septentrionalibus
Auteur(s) : Magnus, Olaus Editeur / Imprimeur : apud Joannem Mariam de Viottis Lieu d'édition : Impressum Romae Auteur(s) normalisé(s) : Magnus, Olaus ; Olav Magni gothus
Année d'édition : 1555 Ville d'édition : Roma Format : 2° Langue(s) d'édition : l. Commentaires auteur(s) : Questo prelato, nominato arcivescovo di Uppsala dal Papa Paolo III nel 1544 nacque nel sud-est della Svezia (nel 1490) , trascorse la maggior parte della sua vita altrove; dapprima sull’altra riva del Baltico a Rostock (dal 1510 al 1517) dove si svolse la sua formazione, poi in vari paesi europei al seguito del fratello maggiore Giovanni, Johannes Magnus, [forma latinizzata di Johan Månsson ] un ecclesiastico molto colto ed eloquente, autore di opere storiche che mise la sua piuma al servizio di Gustavo Vasa, re di Svezia (1523-1560) . Questi lo nominò arcivescovo di Uppsala, dunque primate di Svezia, e, tra l’altro, lo inviò in missione a Roma nel 1523. Ma nel 1527 , Giovanni entrò in conflitto prima latente e poi dichiarato con il re opponendosi alla sua spregiudicata politica religiosa che trasferiva alla corona e a certi clan nobiliari i beni del clero e fu costretto ad andare in esilio a Danzica dove fu raggiunto da Olao. Il primo elemento caratterizzante la vita e l’opera di Olao è l’esilio, l'altro è il legame -affettivo, politico, culturale- totale con il fratello. In effetti i due Månsson non fecero più ritorno al loro paese : le sollevazioni popolari in Dalecarlia e nello Småland, la diffusione delle dottrine luterane in Scandinavia iniziata dai discepoli di Lutero Olaf , Lorenz Petri e l’arcidiacono di Strängnäss, Lorenz Anderssen, il trionfo della Riforma alla dieta di Vesterås(1527) la perdita delle proprietà svedesi nel 1531, i prodromi delle guerre di religione in Europa, le vicissitudini conciliari resero definitivo un allontanamento che per Olao sarà una molla narrativa e un approccio essenziale allo scrivere, divenuto mezzo per colmare questa distanza e darle un senso. Un altro avvenimento capitale nell’esistenza di Olao s’era svolto qualche anno prima (1518-1519 ) quando, giovane canonico in qualità di collettore delle decime per il legato pontificio G.Angelo Arcimboldi, aveva compiuto un lungo periplo nelle regioni più settentrionali e selvagge della Svezia, a Nidaros (Trondheim), in contrade ancora pagane dove vivevano gruppi sparuti di cristiani, piccole comunità sparse in una natura gelata e inospitale : trent’anni dopo i ricordi di questo viaggio saranno rielaborati in numerosi materiali autoptici, e, soprattutto, si saranno cristallizzati in una dimensione immaginaria e immaginativa, inerente alla sua opera , una sorta di “estetica del Polo Nord” (per riprendere il titolo di un libro del filosofoà contemporaneo francese Michel Onfray). Un terzo elemento caratterizzante il lungo periodo dell’esilio fu l’ attività di editore e stampatore che Olao inizia nel 1539, l’anno in cui lo si ritrova a Venezia con il fratello e in cui è pubblicata la Carta marina et descriptio septentrionalium terrarum ac mirabilium rerum in eis contentarum diligentissime elaborata. Tutto il resto della vita di Olao si svolse essenzialmente a Roma, dove, grazie alla protezione del papa Paolo III , gli fu dapprima attribuita la chiesa con il convento di Santa Brigida, fondatrice dell’ordine del San Salvatore e protettrice della Svezia e, in seguito, nel 1544, alla morte di Giovanni, il titolo di cardinale primate di Svezia con la sede d’Uppsala. Olao non poté mai mettervi piede e la sua partecipazione attiva al Concilio di Trento, dalla convocazione nel 1545 al 1557, anno della sua morte , è da interpretare anche come una reazione a questa situazione d’assenza forzata. Il fatto che nell’ultimo quinquennio della sua esistenza, dopo aver organizzato un’ officina tipografica autonoma nei locali stessi del convento di Santa Brigida, si sia consacrato con grande energia ad un programma intenso di edizioni è pure da iscrivere in questa specie di frustrazione personale, dolorosamente attiva. Alla pubblicazione di una biografia della Santa (1553) e della figlia di questa, la beata Caterina, fece seguire l’opera del fratello e la sua : nel 1554 l’Historia de omnibus Gothorum Suenoumque regibus di Giovanni e nel 1555 la propria : Historia de gentibus septentrionalibus, l’Historia pontificum metropolitanae ecclesiae Upsalensis ( 1557) una storia della diocesi d’Uppsala redatta ancora da Giovanni e le Revelationes di Santa Brigida che apparvero qualche giorno il suo decesso .
Commentaires imprimeur(s) : Si Olaus arriva à proposer un produit typographique de ce niveau, ce fut grâce aussi à la maîtrise de son imprimeur, Giovanni Maria Viotti, qui effectua l’édition sous la houlette d’Olaus même et dans les locaux de celui-ci. Giovan Maria Viotti, d’une famille de libraires et imprimeurs de Parme, liés aux Farnèse1 , était le petit-fils du fondateur de la dynastie, Zan Maria. Il se transféra à Rome et, à partir de 1550 eut son atelier à Campo de' Fiori 2. Les œuvres sorties de son atelier appartiennent à un genre dévotionnel et religieux, bien en harmonie avec le moment historique et avec les visées des Farnèse : Cura clericalis , Dialogo spirituale molto utile et Lettere spirituali de Bonsignore Cacciaguerra , etc3 . Sa collaboration avec Olaus Magnus rentre donc dans la logique d’une fidélité professionnelle à la famille du pape dont il partageait la politique de reconquête culturelle : l’Historia en constituait un épisode
Localisation(s) : Caen, BU, 11052 Catalogage(s) : Girard, 305 |










